Ultimo aggiornamento: 27.09.2017

Recensioni

 

 

sabato

21.10.17

 20.30

Il Re Leone

Concerto

con Il Piccolo Coro di Montecarasso

OFFERTA LIBERA,

ricavato a favore dell'Associazione Weshamwari  

 

 

 

Il Piccolo Coro di Monte Carasso (PiCo) propone al pubblico un concerto con le più belle musiche de “Il Re Leone”. Una delle produzioni Walt Disney più emozionanti, una storia che continua ad affascinare e una colonna sonora tra le più belle e memorabili della storia. In un clima scintillante e pieno di entusiasmo, il pubblico potrà rivivere i momenti salienti del film con una colonna sonora tutta dal vivo!   


 

 

domenica

5.11.17

 16.30

Scrooge 

Non è mai troppo tardi

spettacolo con maschere

tratto da Canto di Natale

di Charles Dickens

PerpetuoMobileTeatro

 

Note di regia

Scrooge, il vecchio avaro protagonista del racconto di Dickens, ha sacrificato la sua vita e chiuso a chiave la sua anima, per fare carriera e arricchirsi. Ormai non vede altro che le sue monete d’oro. La sua cassaforte è l’unica compagna di sere solitarie, e molto spesso è di cattivo umore. Non sopporta la domenica e tutte le festività, in particolare il Natale: una perdita di tempo che intralcia il commercio ed il guadagno. Il tempo sta per scadere, gli ricorda il fantasma del suo defunto socio d'affari Marley, venuto a fargli visita proprio quella sera, alla vigilia di Natale. Se non cambierà la sua vita, rimarrà incatenato alla sua stessa avarizia, morendo in solitudine, odiato da tutti. Riuscirà Scrooge a farsi conquistare dagli spiriti del tempo? A ricordarsi di ciò che ha perso prima di accumulare altri rimpianti? A riscoprire il gusto della condivisione e la gioia del dare? La campana sta già suonando la mezzanotte e forse non è ancora troppo tardi...

Portiamo in scena un mondo di fiaba. Le maschere, la danza e l’acrobazia, i costumi, le musiche composte appositamente per lo spettacolo, la scenografia mobile e stilizzata; tutto concorre a creare un universo onirico, evocativo e fortemente espressivo. Un linguaggio semplice ed immediato per raccontare una storia universale. Come ogni buona fiaba, anche questa ci parla della vita e delle cose importanti che rischiamo di dimenticare.

 

Hanno scritto

“Un linguaggio immediato ed evocativo, ideale per raccontare una storia con personaggi che rievocano

l’umanità della metafora con la semplicità del gesto e la genuinità dei sentimenti.” Giorgio Thoeni

 

 

Creazione collettiva: PerpetuoMobileTeatro

Interpreti: Brita Kleindienst, Marco Cupellari, David Labanca

Maschere: Brita Kleindienst, Sara Bocchini

Musiche originali: Dario Miranda

Luci: Christoph Siegenthaler, Marco Cupellari

Foto di scena: Francesca Estrada

Co-produzione: Teatro Dimitri

Con il sostegno di: Fondazione Ernst Göhner, Fondazione Jürg George Bürki.

 

 

 



 

 

sabato

11.11.17

 20.30

Ci aspettano per ballare

di e con Lorena Ranieri

Musiche: Franck, Satie, Morricone.

Regia di: Daniele Bentivegna

 

 

Sinossi dello spettacolo

Una madre e un bambino come tanti in viaggio dal Medio Oriente verso una speranza. Una suora

veneta innamorata dell’Africa. E una barbona seduta da anni sulla stessa cassetta di frutta in attesa

di qualcosa o qualcuno, all’uscita del supermercato. Le tre storie che compongono la trama di questo

spettacolo sono vere, raccontano di persone che potremmo incontrare per strada o leggerne sui

quotidiani di domani, tuttavia senza accorgerci della loro straordinarietà, senza lasciarci stupire dalla

loro santità o dal loro martirio eppure evidenti. A fare da cornice le parole di Eliot, tratte dalle sue

opere letterarie scritte tra il 1917 (“Prufrock and other observation”) e il 1935 (“Murder in the

cathedral”), così attuali e pertinenti, sono come un richiamo all’uomo e alla sua perdita di umanità. La scena si apre sull’uscita di un supermercato qualunque di una grande stazione. Denise compare con il suo carrello, tordita dalle bevute si mette ad urlare contro l’uomo della sicurezza che poco prima le aveva intimato di andarsene per l’ennesima volta. Testarda si allontana in un angolo e come ogni giorno si mette seduta sulla sua cassetta di frutta ad osservare i passanti che escono dalla porta a vetri di fronte con i loro acquisti. Di colpo immagina che la stazione spenga tutte le sue luci e le riaccenda su di lei, si illude che per una volta tutti i passanti possano fermarsi finalmente ad ascoltarla. In questo delirio Denise ha l’occasione di dire tutto, di ammonire e confessare ciò che vede quotidianamente negli occhi della gente. Può prendersi il tempo e lo spazio per raccontare una storia, anzi tre: la sua di alcolizzata piena di desiderio, quella di un bambino e di sua madre profughi dalla Siria e ancora la struggente vicenda di una suora violentata e uccisa in Africa. È lei ad interpretare i personaggi, ed è lei alla fine a ritornare se stessa, sola e rassegnata, di nuovo di fronte all’uscita dello stesso supermercato. Ad aiutarla nel suo racconto sono gli oggetti che pesca nel carrello: la cassetta di plastica, un velo, una piccola sedia, un libro, un bambino di carta pesta. In mezzo ai tre racconti, come un monito da lei suggerito, le parole di Eliot vengono proiettate sullo sfondo, nel silenzio di un passaggio da una storia all’altra. Anche lei alla fine reciterà quei versi, presi da un vecchio libro rigettato nel carrello alla fine, mentre il suono delle casse automatiche si allontana e insieme a lui scompare anche Denise nel buio della stazione.  

 

Testo originale: Lorena Ranieri

Musiche: Schubert.

Durata: 50”

Interpretazione: Lorena Ranieri

Regia: Daniele Bentivegna

 

 

 


 

 

Matinée riservata alle scuole:

 mercoledì

22.11.17

 10.00

Spettacolo regolare:

venerdì

24.11.17

 20.30

ENDURANCE

Storia di un viaggio straordinario

Con Stefania Mariani

Regia Jean-Martin Roy

Produzione StagePhotography

con l’Assemblea Genitori Medie Balerna

 

 

 

Con Stefania Mariani

Regia: Jean-Martin Roy

Costumi e Scenografia: Manon Haenggi – Nave Jakob Surbeck

Luci: Marco Grisa

Produzione: StagePhotography

Con il sostegno di: Municipio del Borgo di Ascona, Repubblica e Cantone Ticino DECS, Paul Schiller Stiftung, SIS Schweizerische Interpretenstiftung, Ernst Göhner Stiftung, e James Caird Society di Londra

 

“Terra a Prua!” …questo fu il grido di Ernest Shackleton, esploratore inglese, quando vide la terra dopo 497 giorni senza avere avuto la terra sotto i piedi, ma solo ghiaccio e acqua. L’imperiale Spedizione Transantartica fu la più ambiziosa spedizione nelle regioni Polari: 28 uomini, 69 cani da slitta e una nave l’”Endurance” con il progetto di attraversare a piedi il continente Antartico: un sogno, che si è trasformato in una delle avventure più straordinarie della storia umana.

 

PROMO https://vimeo.com/91800877

 

“…e si è ripetuta la magia scenica che i bravi narratori sanno produrre…”

Manuela Caponovo (Giornale del Popolo)

 

“…la sua è una narrazione piana, discorsiva, senza concessioni a teatralità eccessive o gratuite…”

Giorgio Thoeni (Azione)

 



 

 

giovedì

7.12.17

 20.00

Serata Scout

Saggio-spettacolo

con la locale sezione scout San Vittore

 

ENTRATA LIBERA!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

sabato

9.12.17

 20.30

Concerto di Gala

Civica Filarmonica Balerna

ENTRATA LIBERA!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

domenica

7.1.18

 16.00

Il viaggio di Abar e Babir

Con Stefania Mariani e Emanuele Di Nardo

Regia Jean-Martin Roy

Produzione StagePhotography

Dal libro di Chiara Lossani, edizioni Arka

 

 

 

 

“Abar e Babir erano pastori e vivevano su un altopiano circondato da grandi montagne…

Una notte accadde loro un fatto eccezionale: Abar e Babir fecero lo stesso sogno…”.

Inizia così un viaggio ricco di sorprese:

i due pastori lasciano stalla e pecore per andare alla ricerca del desiderio più profondo del loro cuore.

Strada facendo scoprono sempre nuovi desideri, ognuno legato all’altro come anelli di una catena.

Dove e quando terminerà la loro ricerca?

 

Durata 45 minuti

Età dai 6 anni

Genere Teatro di Narrazione con musica dal vivo



 

 

sabato

24.2.18

 20.30

Al diretor di scoll

Commedia dialettale

di Stefano Palmucci

Adattamento e regia di Marco Allemann

con I comediant da Minüüs

 

Il ricavato sarà devoluto all'Ospitalità Diocesana Nostra Signora di Lourdes

 

 

Un maestrino di campagna pio e riservato, si vede proporre dal direttore generale delle scuole in procinto di andare in pensione, di prendere il proprio posto. Per farlo, dovrebbe però superare lo scrupoloso e severissimo esame della Commissione per gli studi, composta dal Capo del Dipartimento dell’Istruzione, dal Priore conventuale e da una contessa benefattrice. L’esame verte a titolo pressoché esclusivo sull’assoluta integrità morale e la perfetta condotta privata del buon maestro, che dovrebbero rivelarsi limpide ed indefesse, per superare la rigorosa valutazione. Il maestrino deve quindi cercare di nascondere, o perlomeno limitare, le numerose magagne che si presentano puntuali come ad un convegno, in occasione del sospirato esame. Tra questa, la rusticità della moglie, una madre invadente e impicciona, la spudoratezza di una spasimante, l’inettitudine di due scalcinati bidelli raccattati all’ultimo momento e fatti passare per improbabili domestici. A cavare le castagne dal fuoco, in un crescendo di sotterfugi, espedienti ed equivoci d’ogni genere, penserà la risorsa più nascosta e insospettabile del buon maestro. 

 

 


 

 

mercoledì

7.3.18

 15.00

Chicchirichì

Trapezisti Danzerini

di Anna Maria Ponzellini

con Anna Maria Ponzellini

e Jacopo Bottani

SPECIALE BAMBINI! Offerta libera

 

 

 

dai 3 anni

DURATA ’55

Peppina, la mamma gallina, non riesce a dormire perché Giacometto, il figlio galletto, canta a tutte le ore del giorno e della notte, Peppina è proprio arrabbiata. Del resto Giacometto si sta allenando, ha in mente una sola cosa: essere il gallo della collina. La collina è il luogo dove ogni anno gli uomini organizzano la vicenda di Lui, quello che chiamano Maestro, che si chiama Gesù. Lui, il Maestro, Gesù lava i piedi ai suoi amici, poi mangiano insieme, poi uno degli amici non è più amico e lo fa catturare, poi succedono tante altre cose che a dirle tutte in fila si può fare una grande confusione. Per questo Giacometto, il galletto, ha una sola possibilità: far vivere a Peppina, la mamma gallina, quello che succede sulla collina, così, magari, riuscirà a capire perché Giacometto, il figlio galletto, fa così tanto chiasso. La vicenda del Maestro Gesù diventa chiara, Giacometto è proprio bravo a raccontarla e Peppina è capace di portarla vicina. Ma è l'alba! Non resta che cantare il “Chicchirichì” più bello del mondo e sperare di salire sulla collina.

 

 

 

 

 


 

 

sabato

10.3.18

 20.30

Il caso Giuda

Ispirato al Vangelo

Scritto, realizzato e interpretato da Angelo Franchini

 

 

Giuda è accusato e condannato, da sempre, per il tradimento e il suicidio.

Ma un misterioso avvocato vuole riaprire il caso. Perché nuovi dubbi emergono.

Omissioni, prove inesistenti, silenzi…

E Gesù ha perdonato così tanta gente… non ha perduto nessuno...

forse... neanche questo “nostro fratello”…

Credete che sia soltanto la solita storia? Credete che poi tutto tornerà come prima?

Serenamente… Rassicurante… Chissà, forse non sarà più possibile...

...perché questa è la stessa lunga notte di allora... cattiva…

e, come dice il Vangelo di Giovanni: “Giuda... è il figlio della perdizione... è un diavolo…”

...ma Giuda… è qui!!!...

 

Durata: 65 minuti ad atto unico

 

 

 



 

 

sabato

17.3.18

 20.30

Occidoriente

Terra di mezzo

di Hamid Ziarati

regia di Eleonora Moro

 
OccidOriente è una storica produzione Teatro in Mostra riallestita in considerazione della sua grande attualità; uno spettacolo che prova a parlare dell’incomunicabilità tra due culture, religioni e tradizioni cosi profondamente diverse come l’occidente cristiano e l’oriente mussulmano. Un testo scritto da un autore mussulmano che vive in Italia, un intellettuale “integrato”, che senza falsi buonismi parla dell’eterno rapporto d’amore/odio tra Oriente e Occidente. Il risultato è uno spettacolo “politicamente scorretto” narrato con lo stile della prosa contemporanea e del teatro civile.

Protagonisti sono un immigrato iraniano e due donne all'apparenza completamente diverse: una giovane iraniana che vive a Teheran ed un manichino di donna che ha trascorso tutta la sua vita nella vetrina di un negozio in una città italiana. Due donne completamente diverse ma legate dall'amore che prova per loro lo stesso uomo. Dunque uno spettacolo che cerca anche di affrontare la difficile situazione della donna nei

paesi mussulmani ma che tocca anche il tema della multiculturalità e quello più ampio della difficoltà di essere accettati in quanto "diversi". Che parla delle problematiche dell'integrazione mostrando i luoghi comuni e gli estremismi di un mondo, quello occidentale, che in questo contesto storico si trova ad essere "invaso"ma anche gli estremismi dell'altro mondo, quello orientale, che gioca il ruolo "dell'invasore". Hamid Ziarati è partito dal racconto "Il manichino dietro il velo" di Sadegh Hedayat, da molti considerato il Kafka iraniano, per poi plasmarlo sulla personale esperienza di esule politico e trasportarlo così ai giorni nostri, offrendoci così uno sguardo profondo sull'Iran di oggi. Una pièce visivamente potente che racconta l’intercultura e la multiculturalità oltre i soliti luoghi comuni e le solite banalità!


 

 

sabato

14. 4.18

 20.30

Volo di Notte

L'Uomo alla sfida del progresso

Ilinx teatro,

regia Renzo Francabandera

drammaturgia Michela Mastroianni

con Luca Marchiori e Luca Piazza

 

 

 

Le relazioni, la vita, il progresso: è possibile una coesistenza serena di questi elementi o lo sviluppo tecnologico chiede all'uomo uno sforzo che alla lunga non può sostenere?

Attorno a questa serie di interrogativi era stato redatto un secolo fa Volo di notte, un romanzo di Antoine De Saint-Exupéry.

A bordo del suo aereo postale, Fabien deve affrontare la sua missione di corriere aereo nelle Ande. Ad un certo punto l'uragano, che spinge l'aereo fuori rotta, i contatti radio sono difficili, la scorta di carburante è limitata.

Nel buio della notte il pilota deve continuare a volare, e il responsabile, in un ideale dialogo a distanza con l'uomo, ci pone davanti ai grandi quesiti dell'umanità: a cosa siamo pronti pur di spingere avanti le conquiste dell'uomo? 

 

 

 


 

 

sabato

28. 4.18

 20.30

Delirio a due

di E. Ionesco

Regia: Diego Willy Corna

Con: Alessandro Boldetti e Moira Dellatorre, Cristina Bortolotto, Serena Moratti e Giovanni Cereghetti

 

 

Forse tutti temiamo le dispute, pretendiamo il consenso dell’altro senza prenderci, però, la briga d’imparare a conoscerlo frequentandolo. Oppure supponiamo di sapere dell’altro, ma affaticati dall’abitudine e dalla routine, non prestiamo le dovute attenzioni e dimentichiamo le buone maniere.

Ci addentriamo maldestramente in un campo minato dalla nostra stessa ignoranza, presi in ostaggio dai nostri timori lasciamo che la paura generi abilmente altri inutili conflitti. Ignari del panorama di cui gode il nostro presunto nemico dalla sua posizione, parliamo a vanvera e accecati dalla collera dimentichiamo pure il nostro. Prendiamo di mira il vicino per scagliargli contro il nostro disappunto e facciamo di tutto pur di avere l’ultima parola.

Questo è ciò che accade alla donna e all’uomo che Ionesco ha imprigionato nell’intimità della stanza da letto di “Delirio a due”. La loro casa è situata sul confine tra due quartieri. Fuori si odono le bombe esplodere, intanto all’interno una raffica di parole non ragionate colpisce in ogni dove generando un autentico circuito relazionale. I lemmi giacciono a terra inesplosi pronti ad abbattere la conoscenza dell’altro e di sé. Mentre le loro vite si sgretolano dal soffitto cadono calcinacci. La loro casa, il loro mondo potrebbe crollare.

La comicità di “Delirio a due” esce dal solco, delira di disperazione, è un testo tragicamente attuale che al tempo stesso diverte e avverte che il conflitto ancora non è passato di moda.

LEI - È scoppiata la pace. Hanno dichiarato la pace. Che ne sarà di noi? Che cosa ci aspetta?

Guerra è una delle parole più pronunciate in “Delirio a due” e i conflitti più disparati sono disseminati in ogni pagina.

 

 


 

 

mercoledì

2.5.18

 15.00

Piccola-Grande

di Anna Maria Ponzellini

con Caterina Bernardi, Jacopo Bottani

coreografie Viviana Russo

 

SPECIALE BAMBINI! Offerta libera

 

La piccola Malou vive sola in una casa piena di buchi, è felice quando il suo amico sole entra dai pertugi, invece, quando piove, diventa triste perché la casa le si riempie di laghetti che hanno il suono delle lacrime. Un giorno una goccia suona in modo diverso. La piccola Malou, presa da curiosità, esce dalla sua casa di buchi per scoprire da dove proviene quella strana goccia e incontra il signor Thilo. Il signor Thilo abita vicino a Malou, è da tanto tempo che aspetta qualcuno che non arriva e accoglie di buon grado l’arrivo di questa originale piccola sorpresa: Malou. Il signor Thilo è grande e conosce tanti modi per trasformare i laghetti di lacrime di Malou in laghetti di gioia così, senza perdere tempo, fa uscire dalle tasche barchette di stoffa, bolle di sapone, ninnenanne. La piccola Malou e il grande signor Thilo giocando, ridendo, parlando, suonando e danzando, si conoscono sempre meglio e insieme, così come sono (piccola e grande), giorno per giorno compongono una musica e una danza nuove, fatte di due storie una piccola (che non vuol dire meno importante) e una grande (che non vuol dire più importante). A

Thilo e Malou si trovano a condividere due tensioni diverse: la ricerca nostalgica di un padre e il desiderio del ritorno di un figlio. Malou racconta la sua danza nostalgica che, con Thilo, si trasforma nella gioia di danzare con un padre, Thilo condivide il pianto di un padre orfano che si trasforma nel sorriso di abbracciare una figlia. Un padre che attende un figlio, una figlia che porta nel cuore la nostalgia di un padre, due tensioni radicate nell’intimo che non possono essere eluse. Il padre che non smette di attendere, rimanda ad un’immagine di Padre amorevole, che trova la sua pienezza solo quando incontra la creatura. La figlia che vive nella nostalgia quasi inconscia del padre, rimanda a quella ricerca intima e perenne della creatura che desidera l’incontro con chi l’ha generata.

 

 

 


 

 

domenica

6.5.18

 16.00

Riposo

LaQuercia teatro

Di e con: Alice Bettinelli

Aiuto regia: Mita Bolzoni

Scene: Alice Bettinelli, Mita Bolzoni

 

 

Riposo è la storia di Ketty, un’infermiera che lavora in una residenza per anziani della Brianza ormai da molti anni. Il posto di lavoro è diventato la sua casa e le sue ospiti la sua famiglia, ma lei non ne è consapevole, non lo riesce ad ammettere. La vediamo alle prese con il suo ipotetico ultimo giorno di lavoro prima del tanto atteso periodo di ferie. Ketty ha organizzato una vacanza che si fa aspettare da nove anni, dove finalmente prendere una boccata d’aria, un po’ di RIPOSO lontana dal microcosmo che la vede in prima fila, giorno dopo giorno. Ketty sembra rifiutare di avere un legame affettivo con “le fuori di testa”, “le piscione dell’ospizio”, come le chiama lei. Il taglio del personale la obbliga a turni estenuanti. Oltre a dover essere vittima di una situazione lavorativa pesante, viene incolpata della morte di una paziente dalla figlia stessa dell’anziana e apparentemente una delle sue amiche più care. La povera protagonista, che non partirà mai per la vacanza sperata, è il punto di congiunzione tra l’universo del cinismo e la normalità, tra quello che si deve vedere e quello che deve restare nascosto. Il mondo esterno ha isolato la parte “malata” della sua società. In un grande contenitore teatrale vediamo agire nel medesimo contesto le anziane e la nostra protagonista, che attraverso il suo calvario lavorativo e personale farà emergere aspetti di sé che la avvicinano alla condizione di “malattia” delle pazienti. Ma solo chi, come Ketty, si trova in una situazione di costrizione si chiede come costruire legami veri con queste persone? Sembra davvero troppo poter pensare che Ketty, in fondo, avrà bisogno delle sue pazienti come portatrici di una realtà che fa risuonare in lei aspetti che fuori di lì non trovano spazio? Sia le anziane della casa di riposo, sia Ketty sono quindi luogo di svariate domande: cosa porta l’essere umano a far sì che una parte della sua vita, la senilità, che tutti ci riguarda, sia abbandonata alla bruttezza? Perché noi rendiamo legittima questa “possibilità di bruttezza”? Perché, pur essendo coscienti del fatto che la vecchiaia è parte della nostra storia, nonché memoria dei nostri percorsi, non tuteliamo la sua attesa e il suo divenire, e anche coloro che, come la Ketty, sono operatori sociali pronti ad esclamare, come farà la nostra protagonista, “guarda che non è mica un lavoro facile questo qua”?!



 

Con il sostegno di: