Bollettino Natale 2019 - Editoriale

Vegliare e attendere un figlio

Conosciamo tutti la differenza che c’è tra una persona sveglia e una addormentata, anche in senso simbolico. Il senso dell’Avvento è questo: il cristiano deve essere un tipo sveglio, non tonto e pigro. È chiamato a tenere gli occhi bene aperti, per essere capace di riconoscere i segni dei tempi e la presenza stessa del Signore che viene. Torna anche quest’anno il tempo prezioso dell’Avvento con le sue quattro domeniche che ci preparano al Natale. Inizia un nuovo anno liturgico in cui facciamo memoria sì del passato ricordando la prima venuta di Gesù «nell’umiltà della nostra natura umana», ma ci orientiamo anche al futuro attendendo la sua ultima venuta «nello splendore della gloria alla fine dei tempi». Soprattutto però viviamo nel presente, cercando di scorgere e riconoscere una presenza, Gesù, che ci viene incontro in ogni tempo e in ogni avvenimento. Quando Gesù ci invita ad essere svegli («Vegliate e pregate perché non sapete né il giorno né l’ora!»), non pensa solo alla fine del mondo e alla morte di ciascuno, ma pensa a tutte le occasioni buone, i momenti opportuni che ci offre durante la nostra vita. Una persona addormentata si lascia scappare le occasioni, arriva tardi, non ci pensa: c’è il rischio di vivere la vita senza pensarci, andando avanti a caso, accorgendosi quando è tardi di aver bruciato delle occasioni. Il Signore viene nella nostra vita adesso: impariamo a vivere bene il presente, a riconoscere la presenza di Dio adesso; aspettiamo sì la venuta futura del Signore, ma ricordiamo che egli ora non è assente, è già presente nella nostra vita. Ce ne accorgiamo? La sua presenza segna la nostra vita o siamo addormentati?
Un’immagine che rende bene il senso cristiano dell’Avvento è quella della donna che aspetta un bambino: è l’avvento vero che abbiamo vissuto tutti nelle nostre famiglie in un modo o in un altro, chi attendendo, chi essendo atteso. Il bambino c’è già ma non si vede, è nascosto nel grembo della madre e cresce, si forma. La vita della famiglia in attesa cambia nella prospettiva della nascita di un bambino. Quel figlio non c’è ancora, eppure c’è già: tutto quello che i genitori fanno nei mesi di attesa è orientato a quello che si dovrà fare quando sarà nato. Si continua a fare la vita di sempre, però tutto è diverso e come illuminato dalla venuta.
Provate a immaginare l’Avvento cristiano proprio così: Gesù già presente in noi, come il bambino nel grembo della mamma; c’è già anche se non è visibile. Noi continuiamo a fare le cose normalmente, ma il nostro presente – gli impegni, il lavoro e la scuola, gli incontri - è illuminato e determinato da quel futuro. Vogliamo vivere l’oggi da persone consapevoli, che non si lasciano scappare le occasioni di bene, ma colgono la venuta del Signore in ogni aspetto della vita. Sapremo cogliere anche le proposte della vita di Parrocchia – quelle della Liturgia, della preghiera e dell’ascolto, e quelle della carità con il sostegno alla nuova mensa per i poveri di fra’ Martino – come aiuto a restare svegli con la nostra lampada accesa.
Questo significa attendere il Figlio, il Signore Gesù, che è «il fine» della nostra vita.
Buon Avvento e buon Natale cristiano!

don Gian Pietro

 

 

 

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